torroir & vigneti

TERRENO

Le nostre uve, baciate dal sole, maturano appieno aiutate dal riflettersi della luce e del calore solare sul tipico biancore del suolo; è dalla loro sapiente vinificazione che nascono vini che guardano con affetto alle lontane radici popolari ed interpretano il principio che dice: non tradire il passato ma non accontentarti di ripeterlo.

L’antico mare che copriva questi terreni oltre venti milioni di anni fa ci ha lasciato in eredità queste terre, la composizione del suolo è marnoso-calcarea con inclusioni tufacee, ideale per la viticultura.

La terra è bianca, compatta e insieme alle precipitazioni scarse e alla pendenza dei terreni questo contribuisce a far in modo che le viti debbano cercare l’acqua in profondità nel terreno con le radici.

Il Sole estivo, colpendo il terreno bianco si riverbera sulle uve e permette una maturazione ottimale ed omogenea, mentre le brezze provenienti dalle Alpi, che costantemente accarezzano questi territori, contribuiscono significativamente a mantenere le uve sane e ricche degli aromi fruttati che caratterizzeranno i vini.

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TERROIR

In certi appezzamenti si ha alternanza con terreni più ricchi di argilla, di ferro che da un colore rossastro, più fertili. Qui, soprattutto nei versanti a settentrione, si ottengono vini più freschi, più eleganti, più ricchi di acidità e normalmente vengono coltivati i vitigni bianchi quali lo Chardonnay, che traggono grande vantaggio nell’alternanza dei due tipi di terreno per la diversità di profumi e la consistenza.

Nei versanti a sud con terreni “bianchi” si preferisce coltivare la Barbera, l’Albarossa e gli altri vitigni a bacca rossa per ottenere la massima concentrazione di tutte quelle sostanze che costituiscono il grande “corpo” dei nostri vini, associato comunque sempre ad una notevole ricchezza di acidità che ne assicura una grande piacevolezza nella beva, una grande serbevolezza ed un miglioramento nel tempo. In questi versanti l’insolazione è eccezionale ed il colore bianco del terreno riflette i raggi ed il calore del sole per cui l’uva risulta colpita sia dall’alto che dal basso.

La piovosità si aggira mediamente sui 500 mm all’anno con almeno una o due nevicate nel periodo invernale, importanti per rimpinguare le riserve idriche dei suoli. L’incremento delle temperature degli ultimi anni si è percepito anche qui, ma non ha causato danni, anzi, ha dato un piccolo aiuto favorendo un germogliamento più precoce a primavera e quindi un allungamento della stagione vegetativa con un aumento dei giorni utili per portare a perfetta maturazione anche le uve più tardive.

Ogni singolo appezzamento di vigneto è contraddistinto da un nome storico che è stato tramandato dalla notte dei tempi , dai vignaioli più vecchi a quelli più giovani, mano a mano che le generazioni degli uomini si alternavano su queste dolci colline. Ecco che abbiamo nomi quali La Presidenta, La Mandola, il San Gonin, la Torre, il Cedro, il Fontanino, il Campone, il Botto, ecc..

Per alcuni di questi è facile capire l’origine (per esempio il fontanino si riferisce ad un vigneto dove al centro sgorga una vena di acqua sorgiva (opportunamente drenata), il Cedro fa riferimento alla pianta plurisecolare che svetta al centro dell’appezzamento), ma per altri resta difficile capirne l’origine. In particolare il nome La Presidenta è riferito all’appezzamento con le migliori qualità di tutta l’azienda ma certamente anche in questo caso si è anticipato il futuro perché nei secoli scorsi la società maschilista difficilmente si sarebbe sognata di dare un nome così importante, al femminile, alla vigna migliore di tutta l’azienda. Ma questo ad Olivola è stato fatto.