Infernot

INFERNOT

Tra i fiumi Po e Tanaro, si estendono le dolci colline del Monferrato, recentemente entrate a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per lo splendido paesaggio disegnato dalla mano dei viticultori.
E proprio la cultura del “fare il vino” da secoli radicata nel Monferrato, ne ha plasmato la geografia e l’architettura in un modello specializzazione dell’ambiente consacrato alla cultura del vino.

Infatti è qui, che nel 17° secolo nascono gli Infernot. In questo secolo si diffuse il metodo di conservare il vino in bottiglia e, nella zona, furono scavate numerose gallerie e nicchie nel tufo (roccia diffusa in tutto il Monferrato) che avevano solo lo scopo di conservare a temperatura costante ed al riparo dalla luce, le preziose bottiglie di vino.
Normalmente queste gallerie avevano una profondità maggiore della cantina principale per garantire temperatura più costante e soprattutto più fresca nel periodo estivo.
Ma non solo, confluivano spesso in uno spazio più grande, sempre scavato sottoterra nella roccia, con al centro un tavolo in modo da creare un luogo di convivio per pochi amici dove passare allegre serate estive o lunghi pomeriggi invernali a far merenda e degustare i vini.

Il curioso nome “Infernot” si associa al Provenzale antico “enfernet” che, in Francia, designava una piccola ed angusta prigione.
Da qui l’associazione al piccolo vano ristretto sotterraneo che “dipende” da una cantina principale; nel corso della storia del Monferrato ne è rimasta, evidentemente, la connotazione per i luoghi sotterranei anche se indipendentemente dalla loro grandezza.

Ai lati della primitiva struttura a pianta rettangolare della cantina, dotata di grandi volte che sostengono tutta la villa, ritroviamo diverse nicchie che arrivano anche a -12 metri rispetto al piano di campagna e che costituiscono, appunto, gli “Infernot“ della cantina del Bricco dei Guazzi e che ancora oggi assolvono egregiamente al compito di conservare nel tempo le bottiglie più preziose.
Tutti questi cunicoli sono raccordati con una galleria che porta all’esterno e sono facilmente visitabili dal pubblico.


 

L’INFERNOT DI BRICCO DEI GUAZZI È IL PIÙ GRANDE VISITABILE NEL MONFERRATO E L’AZIENDA FA PARTE DEL CIRCUITO DEGLI INFERNOT SI SNODA FRA I 9 COMUNI DEL TERRITORIO CHE, NEL 2015, È STATO DICHIARATO PATRIMONIO DELL’UNESCO.

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