Edificata nel XVI secolo per volere di Stefano Guazzi, letterato e accademico piemontese, che amava trascorrere nella “Villa del bel Riposo” lunghi soggiorni con la famiglia, Villa Candiani Guazzo si trova immersa nel paesaggio di dolci colline del casalese, circondata dai vigneti di Barbera e da un parco di magnifici alberi secolari.
Al piano terra della Villa, nelle sale decorate di stucchi in stile barocco, trova posto il ristorante Ai Cedri, mentre al piano superiore, nelle stanze affrescate che un tempo furono dei nobili Guazzi, si può godere del “Bel Riposo” nelle ampie suite del Resort La Presidenta, o ammirare il panorama che dalla terrazza della spazia sui vigneti fino ad arrivare al Monte Rosa.
La Villa, che ancora oggi conserva tutto il fascino della dimora privata, ha forse il suo tesoro più prezioso nella splendida cappella familiare che fiancheggia il corpo centrale dell’edificio, in cui si può anche trovare una lapide a ricordo delle famiglie che elessero Bricco dei Guazzi a loro dimora.
Vero e proprio gioiello di architettura funzionale, le cantine di Bricco dei Guazzi, dopo il recente restauro, sono un perfetto connubio di tecnologia moderna e valorizzazione della tradizione enologica monferrina.
Al livello del suolo si trovano tutte le strutture per la trasformazione delle uve: dalle tramogge per lo scarico, alle presse ai vinificatori. Una serie di vasche d'acciaio termo condizionate e costantemente monitorate permettono di seguire ed intervenire prontamente in tutte le fasi di realizzazione del vino.
Una volta pronto, il vino passa per semplice caduta nella parte più profonda dell'infernot che si trova sotto la cantina, e qui riposa per mesi ed anni a diversi metri sotto il suolo, all'interno di una serie di sale scavate nel tufo secoli fa.
L'infernot è una sorta di camera scavata interamente nella roccia e situata completamente sotto il livello del terreno, priva quindi di fonti luminose naturali o aerazione diretta. Costruzione tipica del casalese, permette di mantenere durante tutto il corso dell'anno una temperatura fresca e costante. Utilizzato un tempo per conservare cibi e alimenti, questa struttura si presta magnificamente all'affinamento del vino. L'infernot di Bricco dei Guazzi è costruito su tre ordini, che si inabissano nella collina, e al livello intermedio è stata realizzata una splendida sala per le degustazioni.
La composizione del suolo è marnoso-calcarea con inclusioni tufacee, resti di un antico mare che copriva questi terreni oltre venti milioni di anni fa! La terra è bianca, compatta e insieme alle precipitazioni scarse e alla pendenza dei terreni questo contribuisce a far in modo che le viti debbano cercare l'acqua in profondità nel terreno.
Il Sole estivo, colpendo il terreno bianco si riverbera sulle uve e permette una maturazione ottimale ed omogenea, mentre le brezze provenienti dalle Alpi, che costantemente accarezzano questi territori, contribuiscono significativamente a mantenere le uve sane e ricche degli aromi fruttati che caratterizzeranno i vini.
I trenta ettari vitati che circondano l'Azienda sono divisi in sette vigneti, situati ad altitudini comprese tra i 120 e i 280 metri sul livello del mare: “L'Angolo”, il “Sottopeso”, il “Fontanino”, “La Presidenta”, questi alcuni dei loro nomi. Le varietà coltivate sono innanzitutto la Barbera, il Merlot, l'Albarossa e poi una serie di vitigni a bacca bianca, in piccoli appezzamenti.
Tutti vengono condotti direttamente dagli uomini dell'Azienda, e coordinati dal dott. Aterelli, agronomo di Bricco dei Guazzi, per ottenere i frutti migliori di questo splendido territorio.
In alcune zone si è proceduto nel corso degli anni, dal 1979 ad oggi, ad un progressivo reimpianto, secondo tecniche colturali più moderne.
Aumentata la densità d'impianto e il numero di ceppi per ettaro, si è arrivati così a ridurre la resa per pianta, in modo da ottenere acini succosi e concentrati, capaci di dar vita a vini intensi e personali.